Sono stati giorni molto intensi tra lavoro e impegni personali, tanto intensi che non ho trovato modo di estendere in questo diaro le note che mi sono appuntato di giorno in giorno.
Forse devo imparare a convivere con la mutazione. Non per un fatto di meri vantaggi fisici che ho scoperto di possedere, ma perchè è la natura che mi forza in questa direzione: se mi taglio il pelo mi ricresce rapidamente, cedo con più soddisfazione al mio lato animale e sto arrivando a mangiare solo carne. Penso di essere giunto ad una sorta di stallo nella costante degenerazione dei comportamenti umani, ma non posso esserne certo, anche se in qualche modo so di poterlo essere, forse per un sesto senso o qualcosa del genere.
Stimolo parziale per farmi pensare a questa soluzione paradossalmente è stata la città a fornirmelo: gli insulti che ricevo ogni giorno, soprattutto in modo implicito e velato sono una sfida che mi viene costantemente rilanciata, una sfida che ho intenzione di cogliere forse per un puro gusto competitivo o per dimostrare qualcosa a me stesso, eppure so che c'è dell'altro, che lo faccio per un motivo diverso: che sia Candia? Katrine? Mackiza? lo stesso Tomas? non so per certo, l'inconscio ha un modo tutto suo di inculcarti ideali; so solo che una decina di giorni fa non avrei mosso un dito per quello che sto facendo ora.
A tal proposito ho parlato con Mackiza riguardo un'idea che mi era venuta in testa e c'è stato un primo scambio dialettico. Non appena mi sono esposto in questo senso, la YMS per mezzo dei suoi sostenitori mi ha subito ricontattato e nonostante avessi detto di essere impegnato nel week end, hanno mostrato un'insistenza lieve certo, ma dai connotati incoraggianti.
Dunque ho incontrato Marika alla scuola, dopo che era stata arrestata e messa ai domiciliari. Pensavo che avrei fatto qualcosa di disdicevole, invece mi sono contenuto e anche in modo sorprendente. Marika è un pessimo esempio di menefreghismo puro e per certi versi un buon esempio di altruismo... è una persona scostante, troppo particolare perchè possa fidarmi in toto; ho sempre l'idea che sia pronta ad agire contro quelli con cui fa solitamente comunella, anche se non direttamente ed esplicitamente.
Katrine ora rischia di perdere il posto, è stata troppo ingenua e nella sua bontà di cuore di voler coprire l'amica ha firmato probabilmente le sue dimissioni senza saperlo. Sicuramente immaginava sarebbe potuto accadere, e allora perchè ha agito così? Io la conosco, non avrebbe mai messo in discussione volutamente la possibilità di agire come tutrice delle forze dell'ordine; glielo si legge in faccia che le piace il lavoro che fa... Allora perchè è successo tutto questo? Sto cominciando a non riuscire a capire più le persone? sono davvero tanto Bestia? Credo che la risposta più razionale sia che io in realtà non ho mai capito Katrine, in qualche modo quella donna, così carina, è imperscrutabile.
Siamo per certi versi opposti: se un mio caro si rivelasse un criminale infrangendo la legge non ci penserei due volte a denunciarlo o arrestarlo... Un paio di mesi fa sarei stato più indeciso; forse la mutazione sta accentuando i lati del mio carattere: sono un matematico, razionalmente mi piace l'ordine anche se solo in cose precise e di contro ho un'indole ferina che è rimasta celata a lungo.
Sono successe altre cose, ho incontrato la Vellerande durante una ronda, ho sostituito Tomas Crawford in una conferenza improvvisando e tante altre questioni che non ho la forza nè la volontà di riportare a parte una: Dopo aver incontrato Candia al pub per motivi di lavoro trasformatisi presto nella mia testa in motivi personali, sento la sua mancanza ora che è assente da qualche giorno per impegni che non conosco, probabilmente personali e questa assenza influisce sul mio umore... Mi è stato chiesto di uscire una sera, una giornalista mi ha proposto un cinema, ma non ho cuore di farlo, non ho cuore di costringere qualcuno per pietà a farmi compagnia. Non ho cuore o forse non ho coraggio?
mercoledì 31 marzo 2010
sabato 20 marzo 2010
Update
Sono successe un po' di cose in questi ultimi giorni
Sono finalmente riuscito tra un impegno e l'altro ad andare alla YMS per fare luce su cosa io sia capace di fare da quando ho scoperto di essere un portatore del gene-x: Sono forte e sono veloce, ho frenato sull'asfalto raspando con le zampe e ho notato che nonostante l'abbia danneggiato vistosamente, non ho subito alcun effetto o danno, probabilmente il mio organismo si è rinforzato contro i danni esterni o qualcosa del genere. Con me è venuta anche Katrine, quella ragazza è sempre così gentile nei miei confronti, del resto sarei dovuto aspettarmelo, probabilmente tra mutanti esiste una sorta di unione nelle sofferenze, anche se a quanto si vede nella realtà di New York, c'è molta indifferenza degli uni verso gli altri e forse le isole di solidarietà sono davvero poche.
Il capitano ha assegnato a me e Redfield un compito molto delicato. Gliel'ho letto negli occhi, ho la netta sensazione che volesse intraprendere una particolare strada per dare una chance alla persona oggetto delle nostre indagini, mi chiedo cosa si animi dentro Crawford e più me lo chiedo più mi accorgo che la persona rigida e fredda che credevo fosse in realtà è solo la classica difesa che ogni individuo attua verso estranei.
Sapendo della sua mutazione non ho potuto non chiedergli qualche consiglio e di esporgli il mio timore a riguardo, la sua risposta mi è stata di conforto: "Lasciare uscire la Bestia ogni tanto, per far sfogare il proprio lato animalesco" e più ci penso più penso che sia la scelta giusta.
Ho chiesto alla BMT, multinazionale nel campo biotecnologico, se esiste o è in esame una cura per il gene-x, qualcosa che possa annullarne gli effetti, ma mi è stato risposto che non è attualmente in progetto una cura a riguardo, ma che ci sono bracciali e collari inibitori atti allo scopo.
Sinceramente temo per me stesso e per gli altri, ho paura che inibendo la mia mutazione io possa diventare come George Sands, soffrire e uccidere.
... Forse devo smettere di illudermi e di coltivare quella piantina che tanto fatica a tenersi dritta, indipendentemente da quanta acqua io gli dia; sono una bestia, un mostro con una mente umana e comincio a pensare che non riuscirò mai a scrollarmi di dosso questa realtà.
Ho letto una valanga di libri sulla genetica, non c'è nulla che possa fare, la scienza non mi può aiutare in questo senso ed era la mia unica chance. Forse c'è qualcocsa che ignoro o forse no... c'è una grande incertezza in me, per ora mi limito a vivere con ciò che possiedo che in fondo non si sta rivelando così insignificante
Sono finalmente riuscito tra un impegno e l'altro ad andare alla YMS per fare luce su cosa io sia capace di fare da quando ho scoperto di essere un portatore del gene-x: Sono forte e sono veloce, ho frenato sull'asfalto raspando con le zampe e ho notato che nonostante l'abbia danneggiato vistosamente, non ho subito alcun effetto o danno, probabilmente il mio organismo si è rinforzato contro i danni esterni o qualcosa del genere. Con me è venuta anche Katrine, quella ragazza è sempre così gentile nei miei confronti, del resto sarei dovuto aspettarmelo, probabilmente tra mutanti esiste una sorta di unione nelle sofferenze, anche se a quanto si vede nella realtà di New York, c'è molta indifferenza degli uni verso gli altri e forse le isole di solidarietà sono davvero poche.
Il capitano ha assegnato a me e Redfield un compito molto delicato. Gliel'ho letto negli occhi, ho la netta sensazione che volesse intraprendere una particolare strada per dare una chance alla persona oggetto delle nostre indagini, mi chiedo cosa si animi dentro Crawford e più me lo chiedo più mi accorgo che la persona rigida e fredda che credevo fosse in realtà è solo la classica difesa che ogni individuo attua verso estranei.
Sapendo della sua mutazione non ho potuto non chiedergli qualche consiglio e di esporgli il mio timore a riguardo, la sua risposta mi è stata di conforto: "Lasciare uscire la Bestia ogni tanto, per far sfogare il proprio lato animalesco" e più ci penso più penso che sia la scelta giusta.
Ho chiesto alla BMT, multinazionale nel campo biotecnologico, se esiste o è in esame una cura per il gene-x, qualcosa che possa annullarne gli effetti, ma mi è stato risposto che non è attualmente in progetto una cura a riguardo, ma che ci sono bracciali e collari inibitori atti allo scopo.
Sinceramente temo per me stesso e per gli altri, ho paura che inibendo la mia mutazione io possa diventare come George Sands, soffrire e uccidere.
... Forse devo smettere di illudermi e di coltivare quella piantina che tanto fatica a tenersi dritta, indipendentemente da quanta acqua io gli dia; sono una bestia, un mostro con una mente umana e comincio a pensare che non riuscirò mai a scrollarmi di dosso questa realtà.
Ho letto una valanga di libri sulla genetica, non c'è nulla che possa fare, la scienza non mi può aiutare in questo senso ed era la mia unica chance. Forse c'è qualcocsa che ignoro o forse no... c'è una grande incertezza in me, per ora mi limito a vivere con ciò che possiedo che in fondo non si sta rivelando così insignificante
giovedì 18 marzo 2010
All In
I rapimenti continuano senza sosta, ogni giorno qualcuno legato alla BMT scompare, una volta è un dipendente, una volta è la moglie di un dirigente per poi ricomparire qualche giorno dopo, senza che sia stato pagato alcun riscatto.
Anche il capitano del NYPD è stato catturato e ne è uscito praticamente indenne.
L'ho incontrato pochissime volte e di sfuggita tanto era indaffarato, ho creduto che fosse un elemento del quale non avrei sentito la mancanza e invece la notizia della sua scomparsa mi ha calato un fastidioso gelo addosso; fino a quel momento non avevo capito quanto inconsciamente facessi affidamento sulla sua semplice esistenza.
Qualche giorno dopo è ricomparso e altrettanti giorni dopo è ritornato in servizio, senza mai lamentarsi, senza chiedere l'aiuto di nessuno, come se tutto l'accaduto, fosse stato solo una piccola parentesi della sua vita quotidiana, niente più che una piccola deviazione di percorso che ha generato un ritardo perfettamente trascurabile.
Tutti questi rapimenti, nessun riscatto pagato, nessun soldo versato e tutti vengono poi rilasciati senza alcun motivo, un modo per intimidire la BMT? Un modo per indebolirla? Non so come la pensano gli altri colleghi, ma io sono irremovibile a riguardo. Poi stasera ho aperto la casella della mail e letto un messaggio del capitano Crawford mi sono completamente prosciugato di ogni umanità.
Tutto comincia a delinearsi come un triste disegno, voluto forse dal caos che sembra tanto divertirsi ultimamente a giocare con le nostre vicende, ma che come al solito appare nei suoi lati, tremendamente razionale.
Ora che sto scrivendo affacciato alla finestra che da sulla New York notturna, con il lieve venticello serale che si insinua tra il mio folto pelame, mi chiedo che cosa avrei fatto io se avessero sequestrato un mio caro, se mi avessero proposto il baratto tra la sua vita e una borsa di soldi, così insignificante nel suo contesto materiale, così facile da procurare, guadagnare e dare via.
Ma la mia integrità non se ne andrà mai tintinnando assieme a quella borsa di soldi perchè non c'è nessuna moneta di scambio, nessuna trattativa; ll NYPD, noi agenti, conduciamo le regole del gioco in questa città.
All In
Anche il capitano del NYPD è stato catturato e ne è uscito praticamente indenne.
L'ho incontrato pochissime volte e di sfuggita tanto era indaffarato, ho creduto che fosse un elemento del quale non avrei sentito la mancanza e invece la notizia della sua scomparsa mi ha calato un fastidioso gelo addosso; fino a quel momento non avevo capito quanto inconsciamente facessi affidamento sulla sua semplice esistenza.
Qualche giorno dopo è ricomparso e altrettanti giorni dopo è ritornato in servizio, senza mai lamentarsi, senza chiedere l'aiuto di nessuno, come se tutto l'accaduto, fosse stato solo una piccola parentesi della sua vita quotidiana, niente più che una piccola deviazione di percorso che ha generato un ritardo perfettamente trascurabile.
Tutti questi rapimenti, nessun riscatto pagato, nessun soldo versato e tutti vengono poi rilasciati senza alcun motivo, un modo per intimidire la BMT? Un modo per indebolirla? Non so come la pensano gli altri colleghi, ma io sono irremovibile a riguardo. Poi stasera ho aperto la casella della mail e letto un messaggio del capitano Crawford mi sono completamente prosciugato di ogni umanità.
Tutto comincia a delinearsi come un triste disegno, voluto forse dal caos che sembra tanto divertirsi ultimamente a giocare con le nostre vicende, ma che come al solito appare nei suoi lati, tremendamente razionale.
Ora che sto scrivendo affacciato alla finestra che da sulla New York notturna, con il lieve venticello serale che si insinua tra il mio folto pelame, mi chiedo che cosa avrei fatto io se avessero sequestrato un mio caro, se mi avessero proposto il baratto tra la sua vita e una borsa di soldi, così insignificante nel suo contesto materiale, così facile da procurare, guadagnare e dare via.
Ma la mia integrità non se ne andrà mai tintinnando assieme a quella borsa di soldi perchè non c'è nessuna moneta di scambio, nessuna trattativa; ll NYPD, noi agenti, conduciamo le regole del gioco in questa città.
All In
venerdì 12 marzo 2010
Labyrinth
Credevo di essere andato vicino alla fine, ma non desideravo rivedere ancora qualcuno prima di andarmene, non ho pregato alcun dio nè sperato di finire in qualche bel posto dalle candide spiagge immerso in un cielo di perenne tramonto. Volevo solo che quell'inferno finisse o almeno credo che in quel momento lo desiderassi. Ma come si suol dire, non era ancora scoccata la mia ora e ricatapultato di botto nella realtà mi sono accorto cosa ero diventato ed ho gridato... ne è uscito un ruggito.
Con me era presente il tenente Fisher, sul lato passeggero della volante della polizia, stavamo inseguendo l'assassino di David Torres e ci siamo dovuti fermare a causa del mio inconveniente; fortunatamente McAdams è stato catturato dalle altre volanti in pattuglia, allertate dal collega, questo era stato l'importante, con il senno di poi.
In serata mi sono diretto subito alla sede MCU nell'edificio dell'ONU per capire cosa mi fosse successo, non nego affatto di aver coltivato con rapidità e smisurato amore la piantina debole della speranza: io ero malato, avevo contratto qualche virus o qualcuno vicino alla volante in vena di scherzi si era divertito a imbestialirmi; ne ero così convinto che quando sono entrato nella Hall, quasi avevo dimenticato il mostro che ero diventato.
Poi ricordo che tutto si è svolto molto in fretta, come se la mia mente abbia accelerato volontariamente il ricordo di quei momenti, per giungere alla conclusione: gene x.
ogni mia speranza è stata mandata in frantumi, la piantina che avevo coltivato in così poco tempo si era rivelata viziata dal male ed era marcita.
Quando Nomanches mi ha porto il bracciale di registrazione non ci ho pensato un secondo di più... L'ho indossato subito, con la promessa a me stesso che non l'avrei tolto per nulla al mondo. Ero evidentemente pericoloso, dovevo sicuramente esserlo... Il ricordo dell'orso del fear seaside occupava ogni camera ed anticamera del mio cervello: volevo essere legato a qualcosa, monitorato, non volevo fare del male a qualcuno, volevo un collare, un guinzaglio che mi permettesse di poter muovere qualche passo senza timore di danneggiare qualcuno, senza, in fondo, il timore di temere me stesso al punto di impazzire e ucciedere.
Questa catena di pensieri mi hanno accompagnato fino a tarda ora, nel mio squallido monolocale per lo più spoglio e a tratti sporco.
Forse c'è un rimedio...
Con me era presente il tenente Fisher, sul lato passeggero della volante della polizia, stavamo inseguendo l'assassino di David Torres e ci siamo dovuti fermare a causa del mio inconveniente; fortunatamente McAdams è stato catturato dalle altre volanti in pattuglia, allertate dal collega, questo era stato l'importante, con il senno di poi.
In serata mi sono diretto subito alla sede MCU nell'edificio dell'ONU per capire cosa mi fosse successo, non nego affatto di aver coltivato con rapidità e smisurato amore la piantina debole della speranza: io ero malato, avevo contratto qualche virus o qualcuno vicino alla volante in vena di scherzi si era divertito a imbestialirmi; ne ero così convinto che quando sono entrato nella Hall, quasi avevo dimenticato il mostro che ero diventato.
Poi ricordo che tutto si è svolto molto in fretta, come se la mia mente abbia accelerato volontariamente il ricordo di quei momenti, per giungere alla conclusione: gene x.
ogni mia speranza è stata mandata in frantumi, la piantina che avevo coltivato in così poco tempo si era rivelata viziata dal male ed era marcita.
Quando Nomanches mi ha porto il bracciale di registrazione non ci ho pensato un secondo di più... L'ho indossato subito, con la promessa a me stesso che non l'avrei tolto per nulla al mondo. Ero evidentemente pericoloso, dovevo sicuramente esserlo... Il ricordo dell'orso del fear seaside occupava ogni camera ed anticamera del mio cervello: volevo essere legato a qualcosa, monitorato, non volevo fare del male a qualcuno, volevo un collare, un guinzaglio che mi permettesse di poter muovere qualche passo senza timore di danneggiare qualcuno, senza, in fondo, il timore di temere me stesso al punto di impazzire e ucciedere.
Questa catena di pensieri mi hanno accompagnato fino a tarda ora, nel mio squallido monolocale per lo più spoglio e a tratti sporco.
Forse c'è un rimedio...
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